VILLA ALDOBRANDINI

 

Un giardino pensile nel cuore della città!

Frutto della sfarzosa architettura barocca, Villa Aldobrandini si affaccia su Via Nazionale oltre che su Largo Magnanapoli e Via Panisperna. Percorrendo Via Mazzarino, la stradina che fiancheggia il palazzo della Banca d'Italia, e salendo la rampa destra della scalinata è possibile contemplare lo storico complesso di cui la Villa, che attualmente contiene solo qualche frammento, dei sarcofagi e un ninfeo, ma che nel corso della storia è appartenuta alle personalità più illustri delle varie epoche e che ha custodito alcune tra le più importanti opere d'arte, e il grande giardino in cui si possono ancora ammirare alcuni dei più importanti esemplari botanici di tutto il mondo.

Cenni storici: la Villa è stata costruita dalla famiglia Vitelli che acquistò il terreno da Ippolito D'Este, il quale avrebbe voluto edificarvi proprio una villa ma la morte gli impedì di realizzare il progetto. 

La struttura costruita dai Vitelli fu poi destinata alla Camera Apostolica e il Papa Clemente VIII, Ippolito Aldobrandini (1592/1605), la donò al nipote, il Cardinale Paolo Aldobrandini, il quale diede il nome alla Villa. 

Successivamente l'architetto Carlo Lombardi si occupò dei lavori di ampliamento dell'edificio esistente e della costruzione di un Casino, operazioni che furono ultimate nel 1602. In seguito la Villa passò ai Pamphili e poi ai Borghese mentre dal 1811 al 1814 vi si stanziò il conte Sextius de Miollis, governatore francese a Roma. 

Tra le varie modifiche che la villa ha subito nel corso dei secoli, le più violente furono quelle del 1876 quando, per realizzare Via Nazionale, eseguita sul tracciato dell'antico Vicus Longus, nella Valle tra il Quirinale e il Viminale, Clemente Busiri Vici aggiunse un nuovo edificio sulla Via Panisperna. Nel 1929 la Villa, tornata agli Aldobrandini, fu acquistata dallo Stato Italiano che adibì il palazzetto a sede dell'Istituto per l'Unificazione del Diritto Privato mentre il giardino andò al Comune di Roma.

Struttura e valori della Villa: la facciata che incombe sulla Via Panisperna appartiene all'edificio principale, in stile barocco, munito di una ampio portale che conduce ad uno spiazzo con un grande ninfeo. Si accede ai giardini, invece, da Via Mazzarino. Il dislivello del terreno ha portato ad una differenza di piani che sono tre sulla Via Panisperna e due dalla parte opposta. Solo il piano terreno era destinato ai servizi, mentre le pareti dei piani superiori erano finemente decorate e nelle stanze si potevano ammirare alcuni tra le più importanti opere d'arte. Infatti, l'edificio ospitava una ricca pinacoteca, in cui spiccavano le famose Nozze Aldobrandine, il dipinto murale del I sec. d.C. oggi conservato nella biblioteca vaticana. Inoltre tra le preziose opere si potevano ammirare numerosi capolavori, come quelli della collezione privata del Cardinale Aldobrandini che comprendeva dipinti di Tiziano, del Correggio, e del Parmigianino.

Il giardino, un paradiso di fiori e piante: chi non conosce Villa Aldobrandini non sa che, solo percorrendo la stradina che conduce alla villa, salendo le scale e superando l'emiciclo sovrastato da una loggia con una statua, si può ammirare, oltre che lo splendido panorama di Roma, anche un magnifico vivaio contenente alcune tra le più singolari varietà botaniche del mondo. 

Alcune tra le più importanti varietà che troviamo nel giardino sono: Camellia japonica: le camelie, piante originarie della Cina e del Giappone, costeggiano tutto il vialetto di destra della villa, e alcune di esse, di diverse tonalità e addirittura con presenza di grandi macchie di colore, hanno raggiunto dimensioni notevoli. Kolwitzia amabilis: particolari fiori rosa che ricoprono, durante l'estate, i due grossi cespugli ospitati dalla prima aiuola. Coccolus Laurifolius: da noi conosciuto come Lauro Trinervino, perché le foglie presentano tre nervature molto evidenti, è ospitato dall'aiuola successiva, accanto alla fontanella. Quest'albero, originario dell'Himalaya, contiene, nella sua corteccia, un alcaloide: la coclaurina. Alberi pizzuti: i classici cipressi, circondano una delle più importanti fontane del giardino. Citrus Medica: quest'agrume molto singolare, i cui frutti raggiungono dimensioni enormi, oltre i 25 cm di diametro, si trova nella penultima aiuola del vialetto tra gli stipiti di due palme. Mirto: pianta sacra a Venere dalle foglie e i fiori estremamente profumati. 

Un bell'esemplare di Mirto si trova nell'altro lato della villa, quello che affaccia su Via Panisperna. Erithrina crista-galli: conosciuto come "l'albero dei Pappagalli" perché la forma dei suoi fiori ricorda la cresta di un gallo, è un piccolo albero che si trova alle spalle del mirto. Cycas, palme delle Canarie, Washingtonia e altre piante di agrumi si trovano nelle aiuole rialzate, verso l'ingresso della Villa. Gingko biloba: è un maestoso albero, di grande interesse botanico, che si erge nei pressi dell'ingresso. E' l'unico superstite di una famiglia vissuta 250 milioni di anni fa ed è stato protetto, nel corso dei secoli, da alcuni monaci cinesi che lo hanno coltivato come pianta sacra. La sua particolarità sono le foglie che d'autunno, prima di cadere, assumono un colore giallo intenso.

 

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