PIAZZA
ESEDRA
Conosciuta
anche come Piazza della Repubblica, abbraccia l'imbocco di
Via Nazionale, occupando una parte delle antiche Terme di
Diocleziano che in antichità si estendevano per oltre
tredici ettari.
Progettata
da Gaetano Koch nel 1888-89, la Piazza interpreta con
autorevolezza e maestria la tradizione rinascimentale e
barocca della città. I due palazzi porticati costruiti
nello stile piemontese ripetono nella linea il perimetro
del Calidarium delle Terme di Diocleziano. Al centro della
Piazza sorge magnifica la Fontana delle Naiadi. Costruita
nel 1888 su progetto di Alessandro Guerrieri, costituisce
un ambiente ad alto valore scenografico e monumentale. Il
Guerrieri pose sulla grande vasca circolare, quattro leoni
di gesso, ma questi vennero poi sostituiti nel 1901 dai
quattro gruppi di bronzo conosciuti come il “Glauco”,
dello scultore siciliano Mario Rutelli, che rappresentano
la Ninfa dei laghi con il cigno, la Ninfa dei Fiumi, su un
mostro fluviale, la Ninfa degli oceani, detta
"Oceanina", su un cavallo selvaggio simbolo dei
marosi e la Ninfa delle acque sotterranee, sdraiata sul
dorso del drago.
L'acqua
in effetti è un elemento che per alcuni secoli aveva
animato in abbondanza questo luogo. Antiche fontane,
piscine, acque calde e fredde, scrosci e zampilli per
bagni dove gli abitanti di Roma andavano a ritemprarsi e a
confabulare nelle sue Terme più grandi, tra mosaici,
marmi sontuosi, giardini, colonne e sinuose statue di
Veneri. Del complesso architettonico innalzato alla fine
del terzo secolo col sacrificio di migliaia di cristiani,
rimane la colossale ossatura esterna di mattoni rossi, tra
i quali crescono i fiori dei capperi e le bocche di leone.
Ma all'epoca il dedalo di sale e piscine era in grado di
contenere contemporaneamente fino a 3.200 bagnanti.
Sul
lato opposto a Via Nazionale della Piazza, costeggiata da
un traffico fragoroso, sorge la Basilica di Santa Maria
degli Angeli e dei Martiri, opera di Michelangelo. Il
sobrio portale della chiesa sembra completare il profilo
scenografico delle Terme di Diocleziano che si possono
ammirare oltre la cancellata. Nel 1561, la parte centrale
fu trasformata in una chiesa e gli spazi adiacenti vennero
utilizzati dai Certosini. Il sacerdote Antonio Lo Duca,
con l'aiuto di S. Filippo Neri e di S. Carlo Borromeo,
convinse il Papa Pio IV a commissionare Michelangelo per
quest'ardua impresa. Il Tepidarium divenne allora la
navata centrale della basilica, sovrastata dal soffitto
delle Terme lasciato opportunamente intatto. Il Lo Duca
portò in seguito da Venezia il dipinto della Madonna
degli Angeli che si può ammirare tuttora dietro l'altare.
Oltrepassato l'atrio circolare si possono ammirare i due
grandi angeli della scuola del Bernini, disposti ai lati,
l'uno di fronte all'altro. Infine, ricavato anch'esso
dagli spazi delle Terme di Diocleziano, il Museo Nazionale
Romano, con le sue opere di inestimabile valore.
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