PAUL KLEE

Roma - Complesso del Vittoriano, Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali). Da sabato 13 marzo 2004 a domenica 27 giugno 2004. Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.

Una mostra che rappresenta una panoramica di tutta l'evoluzione dell'artista, attraverso circa 70 opere della Fondazione Klee di Berna e della collezione privata della Famiglia Klee, e prestiti provenienti da numerose collezioni pubbliche e private svizzere, tedesche, italiane, americane e giapponesi.

"Il dialogo con la natura resta per l'artista una condizione primordiale. L'artista è uomo, lui stesso natura e frammento della natura nello spazio della natura. Di ciò che si può copiare, bisogna risalire all'essenza, al principio delle cose. Eletti sono gli artisti che possono penetrare fino alle profondità segrete dove la legge primaria alimenta l'evoluzione e le metamorfosi" (Paul Klee).

Nato in Svizzera nel 1879 da un insegnante di musica e una studiosa di canto, il giovane Klee esita per qualche tempo tra il violino e la pittura. Nel 1898 si trasferisce a Monaco dove segue le lezioni di Franz von Stuck assimilando i principi dello Jugendstil. Terminati gli studi, visita l'Italia e approfondisce la propria formazione dedicandosi alla musica, alla lettura dei classici, alla grafica. Ammira l'opera di Blake, Klimt, Goya. Nel 1906 sposa una giovane pianista, di poco più anziana, da cui avrà un figlio. Solo nel 1908 Klee conosce le creazioni di Van Gogh, Cézanne (il "maestro per eccellenza"), Matisse. Entra in rapporto con il gruppo del Blaue Reiter conoscendo nel 1911 Vasily Kandinsky, August Macke, Franz Marc con i quali espone l'anno successivo alla seconda mostra berlinese. Nel 1912 è a Parigi dove vede le opere di Picasso e Braque; conosce Robert Delaunay di cui traduce il saggio Sulla luce e ne apprezza il senso orfico del cubismo. Fondamentale, nel 1914, il viaggio in Tunisia insieme a due amici pittori, Auguste Macke e Louis Moillet. "Il colore mi ha preso. Non ho bisogno di impadronirmene. Mi ha preso per sempre, lo so. Questo è il significato di quest'ora felice: siamo una cosa sola io e il colore. Sono pittore" (Paul Klee). A parte questi viaggi, l'artista conduce una vita raccolta, di intenso lavoro. Nel 1920 entra a far parte del corpo docente del Bauhaus. Dal 1921 al 1926 insegna al Bauhaus di Weimar; dal 1926 al 1931 a Dessau. Nel 1931 diviene professore all'Accademia di Düsserdolf ma, costretto dai nazisti a lasciare l'incarico, si stabilisce a Berna. La malattia che lo affligge dal 1935, la sclerodermia, riflette toni cupi e drammatici sulla sua ultima produzione e la rallenta. Muore nel 1940; uno dei suoi pensieri viene inciso sull'urna di pietra: "Nell'al di qua non mi si può afferrare, ho la mia dimora tanto tra i morti quanto tra i non nati, più vicino del consueto alla creazione ma ancora non abbastanza vicino".